Il Santuario degli ossessi
Il Santuario del Caravaggio in Fanzolo ha una storia peculiare, forse unica fra i tanti centri di devozione mariana presenti in Italia, e deriva dal potere taumaturgico attribuito alla Madonna di liberare gli ossessi dalla presunta possessione diabolica.
Le prime forme del rito di esorcistato collettivo a Caravaggio sono documentate verso la metà del XIX secolo e si verificano solo in occasione della ricorrenza del 26 maggio.
Si tratta di pratiche che l’autorità ecclesiastica ha condannato come superstiziose, ma che neppure i ripetuti interventi vescovili e del clero locale hanno potuto fermare.
Un forte impulso a questa pratica si ebbe nel secondo dopoguerra con la collocazione esterna delle statue della Vergine e di Giannetta e per qualche tempo protette da una gabbia di ferro.
Nella ricorrenza dell’apparizione malati di nevrosi o fissi nell’idea di essere posseduti da spiriti maligni o vittime di arti magiche (fattura, malocchio) venivano accompagnati per toccare la statua della Vergine lasciandosi prendere dall’agitazione o dal pianto tra gli sguardi stupiti dei fedeli e di molti curiosi.





